Pinsa De Roma · Tokyo · Giappone

Tokyo, da trenta candidati ai sette che avrebbero aperto il locale

Il primo giorno si presentarono in trenta. Il secondo tornarono in diciotto. Al terzo, la squadra era di sette. Quando Pinsa De Roma aprì a Omotesandō, il 10 ottobre 2015, erano quelle sette persone a conoscere le ricette che avevamo portato da Roma.

Dal racconto di Marco Montuori · progetto del 2015, prima della fondazione di Pinsa School

La sala di Pinsa De Roma a Tokyo, con la vetrina delle pinse di fronte ai tavoli.
Foto: Archivio Pinsa School
Dove
Tokyo · Giappone
Il lavoro
Selezione, formazione e avviamento
Il prodotto
Pinsa gourmet al banco

Il menù era in valigia prima di partire

La consulenza era cominciata in Italia. Conoscevamo già i prezzi degli ingredienti a Tokyo: su quelli avevamo calcolato il costo di ogni ricetta e preparato la lista della spesa. Arrivare con quel lavoro fatto ci lasciava tempo per la parte che richiedeva la nostra presenza: scegliere la squadra e cucinare con lei.

Tre giorni per scegliere, poi tutti al banco

Per tre giorni abbiamo lavorato con i candidati, restringendo il gruppo da trenta a diciotto e infine a sette. A quel punto potevamo dedicare a ciascuno il tempo necessario. Abbiamo cominciato dalla preparazione degli ingredienti, prima ancora di mettere mano alle farciture.

Volevamo che in quelle pinse si sentissero entrambi i posti da cui venivano. Ai prodotti trovati in Giappone affiancavamo sapori che conoscevamo bene: prosciutto crudo, gorgonzola, pecorino.

Restare per il primo servizio

Siamo rimasti a Tokyo una dozzina di giorni. Alcune giornate arrivavano a tredici ore: dopo le prove c’erano quattro metri di banco da riempire e sette persone da accompagnare nei primi servizi. Al ricevimento ho mostrato la stesura a mano. Sono arrivate le televisioni, abbiamo fatto interviste; poi siamo tornati al banco. Per me l’apertura si misurava lì, quando a preparare la pinsa era la squadra che avevamo scelto.

Il banco di Pinsa De Roma visto dalla sala del locale di Omotesandō.
Il banco di Pinsa De Roma visto dalla sala del locale di Omotesandō. Archivio Pinsa School.

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